Marketplace 2023
ALZHEIMER E ARTE
Azienda USL Toscana Sud Est
Razionale dell'esperienza
Progetto fondato su un’idea di museo come istituzione culturale inclusiva, con incontri attivi, intensi e significativi con il patrimonio museale. Attraverso l’osservazione di opere d’arte, reperti archeologici, oggetti scientifici, o attraverso la partecipazione ad attività creative, viene stimolata la partecipazione culturale ed il benessere della persona con decadimento cognitivo, aiutandola a preservare la salute mentale e a mantenersi connessi alla vita della comunità. Questo può favorire la creazione di una rete sociale stabile, per combattere l’isolamento e il reinserimento all’interno della comunità. Il coinvolgimento dei familiari/caregiver in attività culturali e creative aiuta ad aprire nuovi canali di comunicazione e interazione con questi pazienti.
Descrizione sintetica
Le attività sono dedicate alle persone che vivono con l’Alzheimer e a chi le accompagna e sostiene, proprio perché la condizione di demenza coinvolge anche coloro che se ne prendono cura. I pazienti, valutati dal CDCD, se rispettavano i criteri di inclusione (persone con un decadimento cognitivo moderato – severo con disturbi comportamentali e adeguato supporto familiare) venivano arruolati. Erano invece criteri di esclusione l’aggressività fisica, l’oppositività e il vagabondaggio. Il progetto prevedeva sei appuntamenti della durata ciascuno di 90 minuti. Ogni incontro prevedeva un breve momento conviviale con colazione condivisa che apriva l’incontro, successivamente veniva spiegato dove ci trovavamo, perché e cosa avremmo fatto quella mattina insieme. A seguire i partecipanti venivano coinvolti nel laboratorio multisensoriale che andava a stimolare il tatto e la manipolazione, l’olfatto, la vista e l’udito attraverso la musica. Solo secondariamente venivano stimolati la parola e il ricordo. Sono stati inoltre effettuati dei momenti di verifica intervallati fra i vari incontri dove venivano coinvolti otre che agli operatore anche i familiari;
Unità organizzative e target professionale coinvolti
Dott. Luciano Gorelli UOC Geriatria, Medico C.D.C.D., Azienda USL Toscana Sud Est; Dott.ssa Maria Letizia Mazzi UOSD Geriatria, Medico C.D.C.D., Azienda USL Toscana Sud Est; Dott. Daniele Mancini SDS Zona Senese, Neuropsicologo; Marzia Pianigiani Fondazione Musei Senesi, Educatrice museale; Laura Nacci Fondazione Musei Senesi, Educatrice geriatrica; Martina Anselmi Fondazione Musei Senesi, Educatrice geriatrica; Fabiana Bani SDS Zona Senese, Assistente sociale;
Orizzonte temporale/durata (in corso/conclusa; data di inizio, data di conclusione)
L’esperienza è durata 6 mesi, ha avuto inizio il 10/11/22 ed è terminata il 11/05/23
Risorse e strumenti (RU, tecnologie, collaborazioni esterne, budget)
Il progetto ha visto la collaborazione tra la Società della Salute Senese, la Fondazione Musei Senesi e l’U.O.S.D. Geriatria Area Provinciale Senese dell’Asl Toscana sud est. Le attività ed i programmi proposti per le persone con l’Alzheimer e per i loro caregiver sono stati sviluppati e condotti da un team di operatori museali e professionisti con competenze in ambito geriatrico e di cura delle demenze. Il Museo coinvolto in questa esperienza e stato il «Museo della Mezzadria senese» di Buonconvento (SI) dove è presente un laboratorio multisensoriale. Il tutto grazie ai finanziamenti europei erogati alla Società della Salute Senese.
Punti di forza
Integrazione fra varie figure professionali (medico CDCD, neuropsicologo e servizi sociali) che seguono il paziente con malattia dementigena in tutto il suo percorso, nonché con una associazione privata che ha offerto servizi innovativi per la gestione del paziente con decadimento cognitivo al fine di ridurre l’isolamento della famiglia favorendone la socializzazione e il reinserimento nella vita sociale,
Criticità ed eventuali soluzioni adottate per superarle
Al momento le principali criticità riguardano la carenza di musei accreditati per la gestione di pazienti con Alzheimer e di educatori geriatrici e museali adeguatamente formati. Si è reso necessario effettuare corsi di formazione specifici con un aggiornamento permanente e continuo.
Indicatori di risultato
Riduzione disturbi comportamentali misurati tramite NPI (Neuropsychiatric Inventory), Miglioramento della qualità di vita dei familiari/caregiver valutata tramite la CBI (Caregiver Burden Inventory).
Risultati conseguiti/Follow up
Si è assistito a un miglioramento della qualità della vita della persona con la demenza e dei loro familiari/caregiver, con conseguente riduzione dell’isolamento sociale. Inoltre con l’aiuto dei vari professionisti è stato possibile dare risposte ad alcune problematiche, come ad esempio la gestione del disturbo comportamentale. Gli 8 pazienti arruolati sono periodicamente seguiti dal CDCD e le loro famiglie dai servizi sociali al fine di monitorare il mantenimento dei risultati ottenuti.
Evoluzione/sviluppi previsti
Attraverso l’osservazione di opere d’arte, reperti archeologici, oggetti scientifici o di uso quotidiano, vengono stimolati nuovi canali di comunicazione e interazione con il paziente affetto da malattia dementigena con ripercussioni positive in ambito familiare. Il progetto, quindi, ha evidenziato che è possibile migliorare la qualità della vita del malato di Alzheimer e di quanti vivono intorno a esso. Pertanto è opportuno costruire insieme a tutti i soggetti coinvolti una progettualità che risponda sempre di più ai bisogni variegati e complessi delle persone che vivono la malattia dell'Alzheimer e inserire questo servizio fra le varie offerte assistenziali territoriali.
Area riservata
Allegati e contatti referenti
Documenti, allegati tecnici e contatti dei referenti sono accessibili ai membri della Comunità professionale FIASO.