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Il Nucleo di Intelligenza Epidemiologica nella ASL Roma 1: implementazione e primi risultati
ASL ROMA 1
Razionale dell'esperienza
L’emergenza pandemica ha confermato la validità dei principi strategici ed operativi del modello Value Based Healthcare, evidenziando il ruolo determinante della prevenzione, della diagnosi e della multidisciplinarietà, nonché l’importanza delle reti e la necessità di un’assistenza integrata. Inoltre, ha messo in luce le potenzialità della medicina digitale e della sorveglianza e analisi epidemiologica su dati real world, per valutare l’efficacia di interventi e trattamenti sanitari. La capacità di eseguire valutazioni a partire da flussi informativi sanitari correnti regionali e aziendali e di integrare le competenze epidemiologiche con quelle di urban health, in particolare per quanto riguarda le esposizioni ambientali e i fattori socio-demografici ed economici, ovvero la stratificazione della popolazione per profili di rischio, anche attraverso algoritmi predittivi, permette una differenziazione delle strategie di intervento per la popolazione e per la presa in carico globale degli assistiti e delle comunità sulla base del livello di rischio, di bisogno di salute e del consumo di risorse.
Descrizione sintetica
La ASL Roma 1 ha definito un processo di repurpusing e reshaping delle centrali operative, così come previste dal DM 77/2022, per adattarle alla complessità urbana metropolitana di un’azienda sanitaria con caratteristiche peculiari quali un elevato indice di anzianità, superiore a quello nazionale, una produzione diretta molto minore di quella non diretta, una percentuale di famiglie mono-personali pari alla metà del totale. Un elemento cardine della ridefinizione delle centrali nella Roma 1 è stato proprio la creazione di un Nucleo di Intelligenza Epidemiologica che ha l’obiettivo di: – fornire un supporto strategico per il governo del distretto e per la programmazione degli interventi di prossimità che faccia leva sulla stima dei bisogni assistenziali e socio-assistenziali (analisi della domanda, dell’offerta e del contesto), sia espressi sia inespressi, per permettere l’ottimizzazione delle strategie di erogazione dei servizi e presa in carico comunitaria; – sviluppare omogeneamente nei 6 distretti dell’azienda e mettere a disposizione della popolazione tutta una capacità analitica del contesto urbano metropolitano in linea con i concetti di epidemiologia di prossimità e territorializzazione; – definire un processo di miglioramento continuo dell’assistenza attraverso il monitoraggio dei processi e degli esiti di salute in un’ottica di costruzione di valore.
Unità organizzative e target professionale coinvolti
La funzione di Intelligenza Epidemiologica si configura a livello distrettuale, quale articolazione della Centrale Distrettuale, e a livello inter-distrettuale, quale approccio tecnico multidisciplinare che vede coinvolti i rappresentanti distrettuali e dei Servizi Centrali, il Dipartimento di Prevenzione e il Dipartimento di Epidemiologia, l’Area Governo della Rete e l’Area Ospedaliera e il Dipartimento di Salute Mentale al bisogno. Operatori sanitari di base appositamente formati con competenze anche nell’utilizzo di strumenti informativi e informatici di supporto: medico con competenza epidemiologiche, infermiere, assistente sociale e sanitario, personale amministrativo operanti presso le Centrali Distrettuali, personale tecnico (es. statistico e informatico) e altri professionisti al bisogno.
Orizzonte temporale/durata (in corso/conclusa; data di inizio, data di conclusione)
in corso
Risorse e strumenti (RU, tecnologie, collaborazioni esterne, budget)
Strumenti informativi e informatici di supporto: data lake, software GIS per analisi spaziali e applicativi di analisi statistica avanzata.
Punti di forza
Integrare questa attività e capacità a livello distrettuale rappresenta una sfida disruptive, cruciale per la programmazione e pianificazione di prossimità.
Criticità ed eventuali soluzioni adottate per superarle
Coordinamento tra i diversi attori. Acquisto degli applicativi necessari (iter burocratico lungo e complesso). Normativa privacy poco compliante alla integrazione di dati in data-lake e all'uso dei medesimi.
Indicatori di risultato
Numero di flussi informativi integrati in unico data-lake e cruscotti specifici implementati. Numero di interventi di prossimità guidati dall'analisi dei bisogni e del contesto di riferimento (utilizzo dei nuovi strumenti a disposozione).
Risultati conseguiti/Follow up
L’istituzione del Nucleo di Intelligenza Epidemiologica, come funzione distrettuale e al contempo aziendale, ha consentito di mettere in atto molteplici attività, tra cui: • processi e analisi di stratificazione della popolazione per meso- e micro-aree e per fasce omogenee in termini di bisogni assistenziali e socio-assistenziali; • definizione dei bacini di utenza delle case della comunità; • analisi e programmazione dei possibili scenari di azione per le zone carenti di medici di medicina generale; • processi di identificazione e azioni volte a favorire la presa in carico dei frequent user assistiti che accedono ripetutamente ai servizi di pronto soccorso dei presidi ospedalieri presenti sul territorio; • definizione di un set di indicatori standard per il monitoraggio di processo e di esito del modello delle centrali operative e della transitional care.
Evoluzione/sviluppi previsti
Ulteriori flussi informativi da integrare (es. salute mentale), così come implementazione di analisi geospaziali.
Area riservata
Allegati e contatti referenti
Documenti, allegati tecnici e contatti dei referenti sono accessibili ai membri della Comunità professionale FIASO.