Marketplace 2023
Progetto sperimentale di potenziamento del Servizio Sociale in Pronto Soccorso
AUSL BOLOGNA – IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche
Razionale dell'esperienza
Il progressivo aumento dell\'aspettativa di vita ha portato ad un aumento della prevalenza di persone con due o più patologie croniche concomitanti. Questi pazienti sono tra i principali fruitori dei servizi sanitari in termini di numerosità di prescrizioni farmacologiche, specialistiche e di ricoveri ospedalieri. Negli anni è emerso con sempre maggiore evidenza quanto i bisogni di salute di questi pazienti necessitano di un approccio multidisciplinare e coordinato, integrato tra setting ospedalieri e territoriali. Sempre più rilevante è quindi la necessità di fare fronte ai nuovi bisogni attraverso azioni coordinate ed integrate in grado di garantire la continuità della presa in carico attraverso i vari setting in cui il paziente viene a trovarsi nel suo percorso di assistenza e cura. Nello specifico contesto dell’Azienda USL di Bologna, il Servizio Sociale Ospedaliero afferisce all’Unità delle Attività Socio-Sanitarie del Distretto Città di Bologna e, come anche definito dal documento della RER Determina 19536/2019 “Il Servizio Sociale Professionale nel Servizio Sanitario Regionale”, si è sviluppato proprio al fine di rafforzare e garantire la qualità dell’integrazione socio-sanitaria e la collaborazione con il personale sanitario ospedaliero, fungendo da importante punto di raccordo tra diversi setting di cura e tra ospedale e territorio. Il SSO si occupa di garantire le attività di orientamento, valutazione multi-professionale e attiva percorsi di dimissioni protette per tutti i cittadini del Distretto di Bologna, segnalati con fragilità sociale e ricoverati nei reparti dell’Ospedale Maggiore, dell’Ospedale Bellaria, degli Ospedali Privati Accreditati, dell’Ospedale di Loiano e degli Hospice. Il SSO garantisce, inoltre, l’attivazione di percorsi di dimissioni protette per cittadini residenti a Bologna ricoverati negli Ospedali di provincia. La presenza dell’assistente sociale nel contesto Ospedaliero risulta fondamentale per l’importante ruolo di raccordo fra la realtà sanitaria e quella sociale garantendo il collegamento e il coordinamento nell’accesso ai servizi ed occupandosi di una presa in carico integrata e multidimensionale.
Descrizione sintetica
Il progetto sperimentale di potenziamento del Servizio Sociale in PS nasce dalle criticità rilevate nell’Area emergenza-urgenza correlabili ad accessi e ricoveri impropri, a difficoltà relative alla gestione di problematiche prettamente socio-assistenziali, a tempi lunghi di risposta ed alla frequente rotazione dei professionisti. La finalità principale del progetto di attivare servizi territoriali socio-sanitari caratterizzati da una modalità di pronta valutazione ed attivazione è stata perseguita tenendo presente che: la variabile “sanitaria” è fortemente condizionata dalla variabile socio-assistenziale; necessità di “lettura” precoce del profilo socio-assistenziale; necessità di risposte rapide e sostenibili nella fase di post dimissione. Articolazione del progetto: il servizio, avviato in aprile 2022, è stato strutturato con presenza in PS del presidio sociale dal lunedì al venerdì 8.30-18.00 ed il sabato 8.30-13.00 ed è garantito dalla presenza di due assistenti sociali a tempo pieno ed un assistente sociale part-time. Il progetto ha visto nel corso dell’anno un potenziamento del numero dei professionisti coinvolti ed una stabilizzazione dell’attuale assetto. Obiettivi: evitare ricoveri inappropriati di persone, di norma anziane, che accedono ai PS/OBI o prolungamenti dei ricoveri inappropriati nei reparti ospedalieri OM e OPA; garantire continuità nella gestione di utenti cronici e/o con caratteristiche di fragilità sociale; ammissione alla rete territoriale, per casi non noti ai Servizi a seguito di UVMS svolta da AS dedicata e infermiere di continuità; riammissione alla rete territoriale per casi già in carico; segnalazione dei casi e lavoro di rete con i Servizi Territoriali o Nuclei per la domiciliarità di ASP Città di Bologna. Destinatari: persone residenti nel Comune di Bologna, di norma anziane, che presentano situazioni cliniche stabilizzate e caratteristiche di fragilità sociale, con necessità prevalentemente socio-assistenziali; persone residenti negli altri Distretti dell’Azienda USL per le quali si prevede un raccordo con i territori di residenza. Azione 1: Interventi in “Pronta attivazione” per i cittadini residenti nel territorio di Bologna: percorso residenziale presso CRA Lercaro (1 Posto); percorso di assistenza domiciliare: Il percorso prevede l’attivazione diretta e tempestiva (senza il passaggio da ASP) di un pacchetto orario di assistenza domiciliare, previa valutazione multidimensionale (UVMS), utilizzando gli strumenti e la metodologia propria del Servizio Sociale Ospedaliero dell’Ospedale Maggiore. Azione 2: per cittadini non residenti nel territorio di Bologna: segnalazione e attivazione dei servizi territoriali di competenza.
Unità organizzative e target professionale coinvolti
Unità organizzative: Direzione Attività Socio Sanitarie (DASS); Unità Attività Socio Sanitarie (UASS) del Distretto di Bologna; Servizio Sociale Territoriale; Pronto Soccorso e Medicina d\'Urgenza dell\'Ospedale Maggiore di Bologna. Target professionale coinvolto: assistenti sociali, infermieri e medici.
Orizzonte temporale/durata (in corso/conclusa; data di inizio, data di conclusione)
Avviato in via sperimentale dall’aprile del 2022 per nove mesi è stato prorogato nel 2023.
Risorse e strumenti (RU, tecnologie, collaborazioni esterne, budget)
Risorse umane: 2 assistenti sociali a tempo pieno, 1 assistente sociale a tempo parziale. Tecnologie: database. Al fine di monitorare le attività del progetto, al momento dell’avvio dello stesso si è provveduto a definire ed elaborare un database dedicato per la rilevazione puntuale delle caratteristiche socio-demografiche della persona segnalata nonché dei servizi richiesti ed attivati. Le informazioni riportate nel DB specifico sono state successivamente elaborate ed utilizzate con i professionisti coinvolti per momenti di verifica e confronto sull’andamento del progetto. Cellulare di servizio; postazione presso il Pronto soccorso; P.C. portatile. Budget: si è attinto alle risorse del FRNA per sostenere il costo del personale (n.2 assistenti sociali a tempo indeterminato e n. 1 assistente sociale a tempo parziale) per un totale di circa € 630.000 (circa € 70.000 annui). Collaborazioni esterne; case di Riposo Anziani; Servizi Sociali Territoriali; nuclei per la domiciliarità di ASP Città di Bologna; enti del Terzo Settore; familiari e altri caregiver.
Punti di forza
Referenza chiara e costante delle stesse figure professionali; maggiore orientamento alla definizione di percorsi assistenziali adeguati; riduzione dei tempi di attesa per presa in carico e risoluzione della segnalazione; intercettazione di soggetti fragili sconosciuti ai servizi; osservatorio privilegiato dei bisogni dei cittadini utili anche ai fini dell’orientamento alla programmazione e/o riorganizzazione dei servizi territoriali.
Criticità ed eventuali soluzioni adottate per superarle
Difficoltà a garantire la copertura oraria e il flusso delle segnalazioni con 2 e ½ operatori; assenza accesso GARSIA DP; aumento complessità sociali delle persone intercettate (necessario tempo per gestione caso); mancanza di servizi territoriali gratuiti e/o dedicati; segnalazioni «improprie».
Indicatori di risultato
Tempi d gestione dei casi; tipologia di interventi attivati; percorsi di stretta pertinenza degli assistenti sociali attivati; utenti inviati per la prima ai Servizi sociali territoriali; segnalazioni ricevute dalla Medicina di Urgenza e dal Pronto Soccorso nella fascia oraria con presenza degli assistenti sociali in pronto soccorso.
Risultati conseguiti/Follow up
Pronta valutazione e attivazione dei servizi con: n. 385 casi intercettati nel periodo aprile-dicembre 2022 o la risoluzione del 79% di casi entro i 3 giorni dalla segnalazione, nello specifico il 48% hanno avuto attribuzione immediata e il 31% sono stati gestiti entro 3 giorni; l’avvio di 54 percorsi di “pronta attivazione” di stretta pertinenza degli assistenti sociali del pronto soccorso; riduzione dei ricoveri parzialmente inappropriati o individuazione di casi non noti ai servizi e conseguente ammissione alla rete territoriale con il 56,8% di casi inviati per la prima volta o reinviati ai Servizi territoriali di competenza o ai Servizi specialistici maggiormente idonei e responsivi per le richieste ed i bisogni manifestati dal singolo caso. L’intervento degli A.S. in P.S. ha favorito in 68 casi la segnalazione con conseguente presa in carico al Servizio Sociale Territoriale (S.S.T.) di competenza, per 38 casi l’attivazione della rete formale e informale e per 39 casi l’attivazione di una figura dedicata (O.S.S.) al fine di avere supporto e sostegno in ambito domiciliare.
Evoluzione/sviluppi previsti
Dati i risultati raggiunti si prevede la continuazione dell'esperienza. Attualmente è in corso di valutazione la sua messa a regime.
Temi
Area riservata
Allegati e contatti referenti
Documenti, allegati tecnici e contatti dei referenti sono accessibili ai membri della Comunità professionale FIASO.